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"Fistiorbo ke fatica skrivere

 mi fa gia male tuti i diti"

© Umberto Eco, Baudolino, Milano, 2000

  

Ammettiamolo, questo secondo sondaggio non ha avuto il successo del precedente. Sarà che, a giochi fatti, la voglia di esprimersi è fisiologicamente diminuita; sarà che hanno vinto tutti, ma nessuno è vincitore da solo, quindi la soddisfazione è merce rara. Sarà.

Fatto sta che la compagnia di 85 amici e conoscenti che aveva espresso le proprie consapevolezze e paure alla vigilia del voto si è ridotta a 17 tenaci che hanno accettato di rivelare il loro grado di soddisfazione per i risultati. Pazienza, ce li facciamo bastare.

Sei soddisfatto del risultato che ci è stato consegnato dalle urne?

In generale no (76,5%) segno che comunque qualcosa è andato storto. È andato storto per chi ha inequivocabilmente preso una sonora batosta ma anche per chi ha avuto un'affermazione inaspettata (per quanto sperata), ma insufficiente a conquistare un primato assoluto.

Questa insoddisfazione quindi si può leggere su diversi piani: quello di chi ha perso e quello di chi, in un paradosso che poteva essere solo italiano, non ha vinto. Si potrebbe anche ipotizzare che l'insoddisfazione derivi dall'assenza di un vincitore, e quindi di certezze.

I soddisfatti, molto o poco, si spartiscono il resto della torta. Assenti completamente gli indifferenti.

 


Sei soddisfatto del risultato che ha ottenuto la lista per cui hai votato?

Il risultato si conferma quando dalla (in)soddisfazione generale si passa a quella particolare, riferita alle liste. A conferma dell'ipotesi che l'insoddisfazione derivi dall'incertezza, più che dalla sconfitta, c'è quell'11,8% di indifferenti alla performance della propria coalizione. Sembrano dirci che forse preferivano comunque un quadro chiaro e definito, qualunque fosse, piuttosto che l'incertezza. Pochi i soddisfatti, in percentuale identica agli indifferenti, ma tanti i delusi. Questo potrebbe essere il segno che il campione era un po' spostato verso il Centrosinistra-Sinistra, uscito pesto dalle urne.

 


Sei soddisfatto del risultato che ha ottenuto il partito per cui hai votato?

Risultati perfettamente identici a quelli del quesito precedente, per i quali valgono gli stessi commenti, Con l'esclusione dell'ultimo: anche nel Centrodestra c'è stata una piccola rivoluzione, con un evidente sorpasso di uno dei partiti della coalizione, quindi i delusi potrebbero anche appartenere a quel partito.

 


Hai votato allo stesso modo sia per la Camera sia per il Senato?

E veniamo alle modalità di voto. Netta prevalenza di chi ha votato allo stesso modo sia per Camera sia per Senato (82,4%), indice probabilmente di un elettorato con le idee ben chiare. Chi ha votato in maniera diversa potrebbe averlo fatto con un occhio di riguardo per due candidati graditi, ma presenti in formazioni diverse.

 


Pensi che questi risultati cambieranno qualcosa nella politica italiana?

Ultimo, ma fondamentale quesito, quello riguardante la fiducia in un cambiamento. Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio non crede che questi risultati confusi portino a un generale ripensamento della funzione e delle prospettive della politica. C'è un buon terzo del campione che si aspetta di "vederne delle belle", non si sa se con ansia o con fiduciosa speranza, mentre i pochi restanti prevedono un mutamento negli scenari.

 

Nel precedente sondaggio era emerso un 7,1% che auspicava l'instabilità; dovrebbero essere confluiti nella percentuale dei soddisfatti in questo test. Se così fosse, salirebbero al 23,8%, collocandosi di fatto vicini alle due maggiori formazioni che si sono affermate. Piccoli "non Partiti"… crescono.